lunedì 27 agosto 2012

LAZIO-MANCHESTER 1-0 PADRONI DEL MONDO


C'era una volta una squadra che stava vincendo tutto: era il 1999 e questa squadra era il Manchester United di Sir Alex Ferguson. I "Red Devils" avevano vinto campionato, Coppa d'Inghilterra e Champions League nella leggendaria finale vinta 2-1 contro il Bayern Monaco, ribaltando il risultato con due gol nei minuti di recupero.
Per questo motivo, i giocatori dello United erano stati giustamente ribattezzati "Gli Invincibili"
Il 27 agosto 1999 il Manchester United può suggellare la sua superiorità, vincendo anche la Supercoppa Europea, giocata come ogni anno a Montecarlo, ma invece succede quello che non ti aspetti.
L'avversaria degli inglesi è la Lazio di Sven Goran Eriksson, fresca vincitrice della Coppa delle Coppe, alzata al Villa Park di Birmingham, dopo aver superato il Mallorca per 2-1.
Il Manchester è favorito, ma la Lazio si presenta a Montecarlo con un seguito di 15.000 tifosi vogliosi di dare seguito al primo trionfo europeo conseguito tre mesi prima.
La partita è equilibrata, ma la Lazio la sblocca con Salas, al minuto 35. Il Matador è appena subentrato a Simone Inzaghi, vittima di uno scontro con il ruvido Jaap Stam che pochi anni dopo diventerà un baluardo della difesa laziale. E' Mancini, con uno splendido assist di testa a dare a Salas la palla della vittoria: Marcelito tira al volo e il portiere avversario non riesce a trattenere il pallone che finisce in rete proprio sotto la curva occupata dai tifosi biancocelesti.
E ci sarebbe stato il tempo anche di fare il bis nel finale del primo tempo, se l’arbitro polacco Wojcik avesse concesso un fallo da rigore subìto proprio dal cileno, lanciato alla perfezione dall’ispiratissimo Veron.
Nel secondo tempo i Red Devils provano inutilmente a raddrizzare il risultato, ma l'incontro si conclude senza ulteriori emozioni ed è la Lazio a trionfare.
Il capitano Nesta, a soli 23 anni, riceve dal Principe Alberto di Monaco il prestigioso trofeo e lo alza fiero, davanti alle migliaia di tifosi biancocelesti in festa. La Lazio ha vinto la Supercoppa, è padrona d'Europa e sale sul tetto del Mondo!
Tredici anni dopo ricordiamo al mondo del calcio ed alla S.S. LAZIO stessa questo magnifico evento, che fu' per noi tifosi il degno coronamento di una magnifica stagione.
Postilla finale con le parole di sir Alex Ferguson che ha celebrato i suoi 25 anni sulla panchina dei “Red Devils” poco tempo fa', in conferenza stampa, alla domanda: “Quali sono i suoi più grandi rimpianti da quando è sulla panchina del Manchester ?” ha risposto: “Ne ho tre:
non aver vinto il titolo nel 1998 quando avevamo 10 punti di vantaggio;
non aver battuto nel 1999 la squadra più forte del mondo nella supercoppa europea, la Lazio;
e non aver preso Paolo Di Canio e Paul Gascoigne; con me Di Canio avrebbe vinto il Pallone d’Oro”.

S.S. LAZIO 1 MANCHESTER UNITED 0
 
MARCATORE: Salas al 35' p.t.
 
S.S. LAZIO (4 - 4 - 2): Marchegiani 7; Negro 6,5, Nesta 7,5, Mihajlovic 7, Pancaro 6; Stankovic 6,5, Veron 7, Almeyda 7, Nedved 6,5 (Simeone s.v. dal 21' s.t.); R. Mancini 6,5 (Lombardo s.v. dal 39' s.t.), S. Inzaghi s.v. (Salas 8 dal 21' p.t.). All.: Eriksson 7
 

MANCHESTER UNITED (4 - 4 - 2): Van der Gouw 7; G. Neville 6, Stam 5,5 (Curtis s.v. dall' 11' s.t.), Berg 5,5, P. Neville 5,5; Beckham 4 (Jordi Cruijff s.v. dal 12' s.t.), Keane 6, Scholes 6, Sheringham 6,5; Cole 4 (Greening s.v. dal 31' s.t.), Solskjaer 6. All.: Ferguson 5,5
 
ARBITRO: Wojcik (Polonia) 4,5
Ammoniti: Veron, Scholes.


MAURO GABRIELI





domenica 26 agosto 2012

CIAK SI GIRA. BUONA LA PRIMA. DIRIGE PETKO.

AL MICROSCOPIO - Attenta, cinica e a tratti anche molto bella. La Lazio di Petkovic passa a Bergamo con un gol di Hernanes al 17' del primo tempo e porta a casa una vittoria che fa morale e che arriva tre giorni dopo lo 0-2 in casa del Mura in Europa League. Dopo un pre-campionato preoccupante, i biancocelesti partono con il piede giusto. E l'Atalanta? Un quarto d'ora a buon ritmo, ma una volta sotto non e' riuscita a rialzarsi e solo a sprazzi ha dato l'impressione di poter raddrizzare un match che la Lazio ha vinto con merito, sofferenza ed intelligenza.

NON VA - Il rientro dal prestito di Zarate su cui si deve puntare non relegandolo sempre in panchina e Floccari, nonche l'arrivo a costo 0 di Ederson e di Ciani per la difesa(presentazione e conferenza stampa domani a fomello.)...Si riassumono a grandi linee così i movimenti di mercato di una Lazio che, sicuramente, dovrà ancora effettuare qualche operazione(SI SPERA)da qui al 31 agosto al fine di consegnare a mister Petkovic un organico all'altezza di una stagione d'alta classifica, da vivere in concomitanza con la partecipazione all'Europa League.

VA - Il neo tecnico biancoceleste, l'unica novità della Lazio di quest'oggi, è riuscito a comprendere i problemi della propria squadra che ha iniziato in affanno ed ha terminato nello stesso modo ma senza mai dare la sensazione di perdere le redini del gioco, che a tratti ha ricordato molto la lazio brillante veloce, vogliosa frizzante e propositivo del primo Delio Rossi.

AL MISTER - Il sergente Petko risponde alle critiche mostrando una Lazio di fine agosto che promette bene. Il gioco c’è e l’organizzazione pure. La qualità a sua disposizione non manca e se Lotito mettesse mano al portafoglio in questi giorni si potrebbe anche puntare ad un posto al vertice.

TOP&FLOP - Nota di merito sicuramente per Marchetti. Il portiere della Lazio si presenta al nuovo campionato in forma impeccabile e tirato a lucido come non mai da rivedere le parate su Troisi e Maxi Moralez. Ottima prestazione, a tratti di gran classe e sostanza per il PROFETA Hernanes condita da un goal  pensante in un campo molto ostico e difficile. Vista la prima vittoria della Lazio di Petkovic in campionato ci sentiamo di non bocciare nessuno con riserva pero' di dimostrare nel prossimo match continui miglioramenti.

IN PROSPETTIVA - Nonostante in estate a Formello siano piovute più critiche che speranze, la squadra biancoceleste zittisce tutti prendendosi l’intera posta in palio all’Atleti Azzurri d’Italia. Una vittoria inaspettata frutto di una prestazione a tratti brillante. La manovra offensiva degli ospiti spesso non dà punti di riferimento alla retroguardia atalantina garantendo fluidità di gioco e numerose azione. Se questa è la Lazio di Petkovic, il tecnico bosniaco alla vigilia aveva ragione: questa squadra è competitiva.

NOTA - Da rivedere l' approccio mentale, le sostituzioni e l'atteggiamento rejano che nel secondo tempo hanno rimembrato i fantasmi del passato.

Mauro Gabrieli

lunedì 23 aprile 2012

L' AQUILA VOLA IN QUATAR??


Un aquila per lo sceicco o un sogno da laziali?? (sottotitolo)

FGTecnopolo, siglato accordo con Ceg International nel Qatar
Roma, 22 aprile. (Adnkronos)   ''FGTecnopolo ha siglato un importante accordo di partnership con Ceg International, una delle piu' importanti consulting company di Ingegneria e Architettura del Qatar, con l'obiettivo di rafforzare la propria presenza in ambito internazionale e in particolare nel Middle East''. E' quanto si legge in una nota di FG Group.
''La recente visita in Italia dell'Emiro del Qatar ha messo in grande evidenza le notevoli possibilita' di sviluppo business con quel Paese che, sempre piu', sta assumendo un ruolo di leadership nell'area del Golfo e non solo -continua la nota-. FGTecnopolo ha gia' raccolto la sfida e grazie all'alleanza con Ceg International, completa una tappa molto ambiziosa nel suo piano di sviluppo internazionale, che attualmente conta su una presenza diretta in 5 paesi: in Italia con la sede principale a Roma, e le altre sedi in Algeria, Iraq, India, Malesia. Ceg International, composta da uno staff di oltre 250 professionisti, ha sede principale a Doha in Qatar e filiali in Egitto, Libia, Filippine, Sri Lanka e Siria''.
''L'ambizioso progetto di collaborazione nasce dalla volonta' di unire il know how di FGTecnopolo in ambito progettuale alla capacita' tecnica ed ingegneristica di Ceg International per sviluppare idee innovative caratterizzate da un alto livello di progettualita' in cui architettura, ingegneria, design, tecnologia, sostenibilita' sono valorizzate dalla 'cultura del progetto' risultato di una integrazione di diverse discipline'', conclude la nota.
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.fgtecnopolo.com%2Fit%2Fhome%2F&h=uAQGXZudt

Esclusiva di GenteLaziale a cura di Gabrieli Mauro.

mercoledì 11 gennaio 2012

ZARATE. VERA CROCE O DELIZIA?? RANIERI DICE....

 




La storia purtroppo si ripete. Mauro Zàrate ha trovato sulla sua strada un altro allenatore che non riesce a capirlo. E per ammissione dello stesso mister, quello dell’Inter, la squadra nella quale milita ora il giocatore argentino ex Lazio. Queste alcune delle parole di Claudio Ranieri, che intervistato da Il Corriere della Sera, parla del suo rapporto con l’attaccante in prestito all’Inter: «E’ un ragazzo d’oro, ha tutto per essere un campione. Però mi fa disperare: a volte mi accorgo che è il momento di mandarlo in campo, ma lui non tocca il pallone, non rincorre gli avversari, guarda la partita. Poi il giorno dopo in allenamento fa il fenomeno. Gli dico: perché non l’hai fatto ieri? Mi spiace molto, ma non posso farlo giocare con l’auricolare. Forse è anche colpa mia, perché non riesco a trovare la chiave giusta per arrivare al cuore di Zàrate».
Un film già visto, un film che Maurito ha già vissuto da protagonista nella Capitale. Con Delio Rossi sulla panchina della Lazio erano tutte rose e fiori. L’attuale tecnico della Fiorentina aveva trovato la chiave giusta per arrivare al cuore dell’argentino. Edy Reja l’aveva smarrita. Claudio Ranieri la sta ancora cercando, ma è come trovare un ago in un pagliaio per ora.

martedì 10 gennaio 2012

RIFLESSIONI A VOCE ALTA DELLA GENTELAZIALE...


Cari miei i problemi di questa società sono davvero più grandi di quello che vogliono far apparire i comunicatori delle radio locali! Con tutti i problemi che ha questa società sentire in radio parlare di Roma da parte di trasmissioni che si definiscono laziali ha del comico! E fosse solo il mercato il problema di questa gestione, sono esistite Lazio ben peggiori ma una dirigenza così mai! 28 inf...ortuni muscolari e a nessuno viene qualche dubbio? È stato allontanato un medico tra più preparati ed è stato affidato
il reparto sanitario a un medico generico dell' ASL! La nuova filosofia è quella di non contestare e non ne capisco i motivi visto che di passi avanti non ne sono stati fatti! Da nessun punto di vista! Comunicazione,marketing e sportivo! Comunicazione: rivista,radio e TV tutto bello ma la vedranno davvero in pochi così come rivista e radio! Ottima iniziativa ma non è quello che serve! La comunicazione è quella de Il Messaggero del corriere dello sport e del tempo! Rapporti zero! Noi ci lamentiamo giustamente ma che lo faccia pure la società no! Un giornalista è stato cacciato da formello in malo modo perché aveva chiesto chiarimenti su una voce del bilancio! Ma la società ha mai chiamato un giornale dicendo ti do l'esclusiva di klose? Non credo perché nessuno sano di mente rifiuterebbe! Marketing non ne parliamo e non per colpa dei responsabili al marketing ma se decide uno solo poco ci possono fare! Non c'è un negozio della Lazio al centro di Roma e mi vengono a dire che l'affitto di 10 mila euro costa troppo???? Beh meglio tenerci 10 mila euro e rimanere nel bunker di formello!
 

Luca Oro

sabato 7 gennaio 2012

MOURINHO FURIOSO NEGLI SPOGLIATOI, REAL RIMONTA E VINCE. PROPRIO COME REJA!!


MADRID - «Alla fine del primo tempo avrei voluto cambiare tutti e 11 i titolari se avessi potuto». Parole di fuoco targate Josè Mourinho che dopo la partita vinta in rimonta da 0-2 a 3-2 contro il Malaga ha scatenato tutta la sua rabbia contro la squadra per il brutto primo tempo fatto vedere al Santiago Bernabeu in Coppa del Re. Il tecnico portoghese ha definito «spazzatura» i primi 45' dei suoi che nella ripresa si sono però riscattati grazie ai cambi e ai gol segnati in dieci minuti da Khedira, Higuain e Benzema. Un Mourinho furioso costretto a stravolgere la squadra dopo la figuraccia andata in scena nella prima parte della gara contro il Malaga. «Avrei voluto fare i primi cambi già prima dell'intervallo - ammette l'ex tecnico dell'Inter - anche se non mi piace farlo. Nello spogliatoio sono stato chiaro e ho chiesto di buttar via tutta la spazzatura del primo tempo. Nel primo tempo c'è stata poca concentrazione - aggiunge Mourinho come riporta 'As' - e sono stati fatti due grossi errori. Il secondo tempo è stato l'opposto e la squadra ha voluto ripulire il casino fatto nel primo». Come si spiega una reazione del genere nel secondo tempo? «Chiedete ai giocatori - ha aggiunto Mourinho - approfittate della zona mista. Abbiamo cambiato l'atteggiamento per quanto riguarda concentrazione e ritmo. La domanda è perchè non l'abbiamo fatto prima. Quando giochiamo in casa è importante vincere e farlo senza concedere niente» Nella ripresa Mourinho ha fatto entrare Khedira, Oezil e Benzema al posto, rispettivamente, di Callejon, Arbeloa e Kakà. Ce l'ha con alcuni giocatori in particolare? «No. Ho detto che è stato un peccato non poter fare undici sostituzioni I tre che sono stati sostituiti non sono stati peggio degli altri». A cosa è dovuta la mancanza di concentrazione? "Il Malaga ha fatto la sua partita e ha i suoi meriti. Forse ho sbagliato il programma nella pausa natalizia. C'è chi è andato in vacanza per riposarsi e chi per mangiare mamma, papà e zio... Una pausa è sempre una pausa".

venerdì 6 gennaio 2012

CARA LAZIO QUESTE ALLEANZE NON FANNO BENE ALLA TUA GLORIOSA STORIA


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1/11/2009 (10:51) - IL CASO
Mandato di cattura internazionale per Enrico Preziosi

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L'Interpol del Paraguay ha inoltrato una richiesta di arresto al presidente rossoblu per la compravendita del giocatore sudamericano Diego Lopez

GENOVAI tifosi del Genoa saranno sempre riconoscenti al centravanti Dante Lopez, autore di un gol decisivo per la promozione del Genoa dalla C alla B nel 2006, ma la sua compravendita dalla squadra paraguayana Tacuary ha lasciato un «velenoso strascico giudiziario», come lo ha definito oggi il Genoa.

Nonostante una sentenza della Fifa favorevole ai rossoblù, dal Paraguay è infatti arrivato un mandato di cattura internazionale per il presidente Enrico Preziosi, ritenuto contumace in una causa per truffa e "lesione di fiducia", apparso sul sito internet dell’Interpol. La società genovese si dice serena e tranquilla riguardo alla vicenda, pubblicata oggi da due quotidiani, e spiega che la vertenza tra i due club è stata chiusa oltre un anno fa dal Tribunale sportivo internazionale della Fifa (1 settembre 2008) con una sentenza che ha respinto il ricorso del Tacuary e ha dato ragione al Genoa.

I sudamericani, che avevano venduto Lopez al Genoa nel gennaio 2006 per 3,5 milioni, hanno accusato i liguri di avere tratto profitto dalla successiva cessione del centravanti al Crotone. Il Genoa, dicono oggi i legali, ha invece dimostrato con successo alla Fifa che al momento della rescissione del contratto il club paraguayano aveva dichiarato di non avere più nulla da pretendere dalla società rossoblù.

Dopo la sentenza sfavorevole della Fifa, la squadra paraguayana ha però avviato una azione penale presso il Tribunale di Asunciòn che ha portato al mandato di cattura diffuso il 22 luglio dall’Interpol. Secondo il Genoa, il procedimento è però viziato da alcuni errori procedurali: la richiesta di arresto, dicono i legali, è infatti scattata in modo automatico secondo le leggi del Paese perchè Preziosi non si è presentato all’udienza fissata il 29 dicembre 2008, dove non poteva essere presente perchè la notifica gli è stata consegnata solo in una data successiva, il 18 aprile del 2009.

Secondo gli avvocati del Genoa, che hanno coinvolto nella vicenda il ministero degli Esteri, il ministero della Giustizia e l’ambasciata italiana in Paraguay, non c’è rischio di arresto per Preziosi perchè nessun provvedimento giudiziario è seguito alla richiesta di arresto. «Allo stato attuale - afferma il club rossoblù - non risulta che gli organi paraguayani giudicanti abbiano attivato le doverose procedure per la rogatoria internazionale. Della vicenda il Genoa Cfc ha tempestivamente interessato il ministero di Grazia e Giustizia, il ministero degli Esteri e l’ambasciata italiana in Paraguay, che stanno fornendo pieno sostegno al club rossoblù per accertare, anche nelle suddette sedi, l’estraneità rispetto ai fatti contestati».



Rassegna stampa a cura di GenteLaziale tratta da La Stampa (Archivio Storico)

ALFARO..UN AFFARE CHE SA' TANTO DI STORIA VERO PREZIOSI E LOTITO?

 
 
SPORT - CALCIO
 
Il presidente del Genoa accusato di bancarotta fraudolenta
nella stessa inchiesta è indagato anche Luciano Moggi
 
Calcio, fallimento del Como
arresti domiciliari per Preziosi
COMO - Arresti domiciliari per Enrico Preziosi, ex presidente del Como e presidente del Genoa. All'imprenditore è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta seguita al fallimento del Calcio Como.

L'ordinanza è stata firmata dal gip Nicoletta Cremona, ed era stata richiesta dal sostituto procuratore Vittorio Nessi, che indaga sulla vicenda del fallimento della società lariana nel dicembre scorso.

Nella stessa inchiesta sono indagati anche il successore di Preziosi, Aleandro Dall'Oglio, l'ultimo amministratore della società Massimo D'Alma (quest'ultimo per bancarotta semplice) e Luciano Moggi, direttore generale della Juventus, per una compravendita di due giocatori ritenuta sospetta dai magistrati.

Il fallimento del Como era stato decretato dal Tribunale fallimentare il 22 dicembre scorso. Preziosi era stato iscritto sul registro degli indagati della procura di Como a maggio, con l'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta per il crac da 16 milioni di euro del Calcio Como 1907 spa, società di cui era stato presidente sino al 2003.

I fatti contestati all'imprenditore riguardano, in particolare, gli esercizi finanziari 2002 e 2003. Secondo la Procura, che ha dalla sua una perizia sui bilanci societari del Como, Preziosi in quegli anni avrebbe impoverito il patrimonio della società cedendo un gruppo di giocatori al Genoa - a quell'epoca già di Preziosi - a titolo gratuito o a prezzi ritenuti irrisori, provocando così un ingente danno patrimoniale ai creditori del Como, erario in primis.

La Procura citava al proposito i casi di Makinwa, Colacone, Belingheri, Caccia, Greco, Lazetic, Yapi, Bjelanovic e Gregori.

L'ex presidente aveva spiegato al pm che le cessioni erano state effettuate esclusivamente allo scopo di alleggerire il bilancio del Como, allora appena retrocesso in B, da ingaggi che erano stati concordati per la serie A, e che erano diventati insostenibili. Per Preziosi le cessioni portarono a un risparmio di 20 milioni di euro sul bilancio della società lariana, a fronte di un valore di mercato dei calciatori che ammontava a circa 5 milioni di euro.

Secondo i periti della Procura, invece, i calciatori ceduti avevano un valore patrimoniale, e la loro cessione andava indicata a bilancio tra i ricavi. A maggior ragione visto che, almeno in un caso, uno dei giocatori passati al Genoa, il difensore Gregori, pochi mesi dopo tornò al Como, dietro pagamento di 750 mila euro.

Moggi era stato tirato in ballo da Dall'Oglio in merito al passaggio dal Como alla Juve di due giocatori (Pederzoli e Piccolo) per una somma di circa 1.600.000 euro. In realtà la Juve li pagò solo 20.000 euro ciascuno.

Secondo il racconto di Dall'Oglio ai pm che l'Espresso ricostruì in quel maggio, Moggi e Preziosi si accordarono nel 2003 con una scrittura privata per il passaggio alla Juventus a fine stagione dei due calciatori del Como, ma quando venne il momento di concretizzare il passaggio (e quando il Como era ormai passato di mano) la società lariana si trovò in mano soltanto 20.000 euro, perché Moggi versò la somma pattuita direttamente a Preziosi.

Moggi ha invece raccontato al pm il 30 luglio scorso che la scrittura privata era solo un'opzione d'acquisto che andava subordinata a una valutazione di mercato dei giocatori, e i calciatori vennero valutati a fine stagione diecimila euro l'uno.

Preziosi, dopo il fallimento del Como, rilevò all'asta fallimentare la stessa società per un milione e 400 mila euro. In un secondo tempo la vendette agli attuali proprietari, Barzaghi e De Blasi, che però hanno aperto un contenzioso con l'imprenditore perché gli contestano responsabilità in ordine alla mancata iscrizione della società in C2.

(20 settembre 2005)

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giovedì 5 gennaio 2012

ZARATE AL BIVIO. FIORENTINA, LAZIO O INTER ?

E’ momento di cessioni in casa Inter e una di queste potrebbe essere quella di Mauro Zarate, come riporta La Gazzetta dello Sport. Non è un mistero che da qualche giorno l’attaccante argentino si può considerare sul mercato: di sicuro è un giocatore che viaggia sul filo di una fiducia di Ranieri ormai molto relativa. Se Fiorentina e Lazio dovessero farsi vive con più convinzione rispetto a quanto fatto finora, o se il procuratore di Maurito, l’avvocato Beppe Bozzo, dovesse portare all’Inter un’interessante offerta dall’estero, una casella nel reparto offensivo nerazzurro si libererebbe quasi in automatico.

Rassegna stampa a cura di GenteLaziale tratta dalla Gazzetta dello Sport.

mercoledì 4 gennaio 2012

LAZIO: TELEFONATA LOTITO-REJA..SI PARLA DI ZARATE

ROMA - E’ in viaggio verso Milano: ha goduto di due giorni supplementari di permesso per assistere alla nascita della piccola Mia, tornerà per convincere l’Inter e Ranieri. E’ questa la scommessa per il 2012 di Mauro Zarate, appena diventato padre e reduce dalle vacanze natalizie a Buenos Aires. Non ha voglia di arrendersi, anche se il suo allenatore lo ha appena scaricato, Moratti e Branca stanno provando a soffiare Tevez al Milan e il recupero di Forlan lo costringerà al ruolo di quarta punta. Lotito riflette, valuta qualsiasi scenario, tenendo gli occhi aperti sui conti: aveva ceduto Zarate all’Inter in prestito oneroso (2,7 milioni) con la quasi certezza che sarebbe stato esercitato il diritto di riscatto (15,5), rischia di vedersi restituita una zavorra alla fine del campionato. E se oggi nessun club è disposto a tirare fuori tanti soldi per Maurito, quanto varrebbe il suo cartellino a giugno?

IPOTESI - Ecco perché la Lazio ha cominciato a interrogarsi, domandandosi cosa conviene fare. Dal punto di vista economico, Lotito ha la necessità di tutelare il suo patrimonio. Per raggiungere l’obiettivo ci sono tre strade possibili: 1) Zarate si rilancia all’Inter, convince Ranieri, torna a giocare e segnare. 2) Lotito e Moratti trovano un’altra squadra a Zarate. 3) Maurito torna e aiuta la Lazio, proprietaria del suo cartellino, in Europa e in campionato. La seconda ipotesi è la meno praticabile per tre motivi precisi. Il primo: accollarsi Maurito sino a giugno costa almeno 1,3 milioni di prestito e 3 lordi di stipendio. Il secondo: Lotito lo cederebbe a titolo definitivo solo se un eventuale acquirente garantisse 15 milioni, gli stessi che l’avevano convinto a cederlo all’Inter il 31 agosto. Il terzo: Zarate aveva lasciato la Lazio per l’Inter, in estate si sarebbe mosso per un grandissimo club e disse no al Genoa, non si capisce perché dovrebbe aver cambiato idea in quattro mesi. In estrema sintesi: o s’impone all’Inter o torna a Formello, anticipando un destino inevitabile.

DIBATTITO - Su questa ipotesi si è aperta la discussione alla Lazio, a cui Zarate potrebbe ancora far comodo pensando alle incertezze relative a Mauri, ai dubbi di Cisse, alla voglia di Kozak di andare a giocare, all’Europa League e ai tanti impegni in calendario. Il punto è capire con quale mentalità e disponibilità: se si allenasse con lo spirito giusto, accettando la concorrenza e le scelte del tecnico, Reja sarebbe felicissimo di riaverlo nel gruppo. Ne ha sempre discusso il rendimento e gli atteggiamenti, non il valore tecnico. Ecco come si spiega la notizia: Lotito parlerà con Zarate, cercherà di approfondire la questione, capendo quali sono le sue motivazioni. Poi prenderà una decisione: decisivi i primi venti giorni di gennaio.

Rassegna stampa a cura di GenteLaziale tratta da il Corriere dello Sport

martedì 3 gennaio 2012

L'INTER VUOLE RIPARLARE CON LA LAZIO DI ZARATE..COSA ACCADRA'??

CALCIO,Lazio,Zarate,orgoglio,feritoROMA - Ranieri lo ha scaricato con il silenzio-assenso dell’Inter, che sta tentando di lanciare l’assalto a Tevez e oggi lo considera la quarta punta dietro a Pazzini, Forlan e Milito. Se arrivasse anche l’argentino del Manchester City, per Mauro Zarate gli spazi nella squadra nerazzurra si restringerebbero ancora di più. Missione quasi fallita in appena quattro mesi e anche smentendo i pronostici di chi pensava (noi per primi) che l’aria di Milano lo avrebbe rigenerato. I segnali in arrivo da Appiano Gentile non sono confortanti e appare scontato ritenere che l’Inter, a fronte di un prestito oneroso di quasi tre milioni, a fine stagione non lo riscatterà. Ecco perché la Lazio ha cominciato a interrogarsi e non può trascurare il futuro di Zarate.
RIFLESSIONI - Lotito, di cui certo non si può discutere la capacità di amministrare e fare i conti, ha un’esigenza: deve tutelare un proprio patrimonio e Zarate, ancora oggi, rappresenta  l’investimento in termini economici più importanti che abbia mai fatto. Quindici milioni vale il suo cartellino e il diritto di riscatto concesso a favore di Moratti. Ma se l’Inter ha già annunciato o quasi l’intenzione di scaricarlo, come si comporterà la Lazio? La società biancoceleste resta alla finestra, seguirà gli sviluppi, sapendo che prima o poi il caso andrà affrontato. Se Zarate si rilanciasse all’Inter e convincesse Ranieri, Lotito sarebbe felice. Ma in caso contrario dovrà decifrarne il destino. E oggi, tra le tante riflessioni all’ordine del giorno, c’è anche l’ipotesi di un suo ritorno anticipato a Formello e rappresenta una notizia, una svolta importante. Se deve restare all’Inter senza garanzie tecniche e con la prospettiva quasi sistematica di un posto in panchina o in tribuna, avrebbe senso tenerlo in prestito sino alla fine del campionato o sarebbe meglio riportarlo subito a casa?
SVOLTA - Sul tema, Lotito si confronterà con Moratti e quasi certamente ascolterà anche il parere del giocatore, determinante prima di prendere qualsiasi decisione. Ma è ovvio, naturale, che la Lazio ci stia pensando e oggi non esclude alcuna possibilità, perché il cartellino di Zarate è ancora di sua proprietà e un patrimonio va tutelato, non svenduto. Alle ragioni economiche si sovrappongono quelle tecniche. Maurito alla fine dell’estate è stato ceduto perché ha chiesto e cercato il divorzio, Lotito e Reja avevano puntato su Klose e Cisse, l’argentino durante il ritiro di Auronzo di Cadore non aveva dimostrato o manifestato la voglia di entrare in concorrenza con gli altri attaccanti in organico. Voleva andare via. Oggi gli scenari, almeno in parte, sono cambiati. E le prime partite del 2012 aiuteranno a definire ancora meglio i contorni della situazione. La Lazio ha investito e dato fiducia a Cisse, si attende un altro rendimento dal francese, che ha goduto di credito illimitato e in proporzione assai superiore a quello concesso in passato a Zarate. Continuasse a deludere come ha fatto tra novembre e dicembre, le possibilità di un divorzio clamoroso e anticipato aumenterebbero. In caso contrario, qualora riprendesse a segnare e correre alla sua maniera, Djibril avrebbe il posto garantito e smorzerebbe in partenza l’ipotesi di un ritorno immediato di Zarate alla Lazio.
RINFORZO - L’argentino potrebbe ancora fare comodo a Reja, che in passato aveva provato tante volte a rilanciarlo, non gradendo le critiche della piazza e le responsabilità eccessive che gli erano state attribuite. L’esperienza all’Inter dimostra che anche Zarate può andare in panchina e deve essere valutato come tutti gli altri giocatori, altrimenti diventa una gestione impossibile se non dannosa per la squadra. Tecnicamente non si discute: in attesa di lanciare l’assalto a Podoslki per giugno (il Colonia sta provando a trattenerlo rinnovandogli il contratto), la Lazio sul campo avrebbe solo vantaggi dal ritorno di Zarate, che non può certo giocare peggio di quanto ha fatto Cisse negli ultimi due mesi. A Roma è stato discusso e ha convinto in pieno solo nella prima stagione, bucando la seconda. Ma i numeri del passato campionato lo avevano in parte riabilitato: 9 gol e 9 assist totali, 5 gol e 7 assist nelle ultime nove giornate, quando Reja e la Lazio avevano sperato a lungo nella qualificazione Champions. Oggi, riportarlo all’Olimpico e rivederlo al top, sarebbe il miglior acquisto possibile nella corsa al terzo posto.
Rassegna stampa a cura di GenteLaziale tratta da il Corriere dello Sport

LAZIO: IL SUMMIT DI MERCATO A VILLA SAN SEBASTIANO PENSANDO ALLA SOPRESA ZARATE.


ROMA - L’avvocato Giuseppe Bozzo è il procuratore di Mauro Zarate e nella notte tra il 30 e il 31 agosto riuscì a convincere Lotito favorendo l’intesa con Moratti per la cessione dell’argentino: prestito oneroso (2,7 milioni) e un diritto di riscatto fissato a 15,5 a favore dell’Inter. Oggi Bozzo ritiene che non ci siano i presupposti per un ritorno di Zarate alla Lazio. E Lotito, prima di concertare qualsiasi decisione con l’Inter, ha voglia di approfondire e capire quali sono le motivazioni del giocatore. Il club biancoceleste spingerebbe per un suo ritorno anticipato soltanto se verificasse due condizioni: la volontà di Mauro di tornare a Formello con la mentalità giusta e la disponibilità nei confronti di squadra e tecnico, accettando qualsiasi scelta. Di fatto dovrebbe superare le ragioni che lo avevano spinto a chiedere la cessione l’estate scorsa. Gerarchie diverse, la voglia di rimettersi in discussione, ma anche la possibilità di divertirsi accanto a un campione come Klose e la prospettiva di essere protagonista in campionato e in Europa League. Il regolamento gli consentirebbe, a partire dal primo febbraio, di essere inserito nella lista Uefa che la Lazio preparerà in vista della doppia sfida con l’Atletico Madrid. E tornerebbe a giocare in una piazza che l’ha sempre amato e mai dimenticato, scatenando l’entusiasmo dei tifosi, che sognano di continuare a lottare per lo scudetto.

TECNICI - Molto, quasi tutto, dipenderà dalla volontà di Maurito, diventato padre della piccola Mia a Capodanno. Ieri non s’è allenato ad Appiano Gentile L’attaccante piace anche alla Fiorentina così come l’Arsenal non ha mai smesso di corteggiarlo per restare accanto alla moglie Natalie, che mai sarebbe andata via da Roma. Zarate, però, non è un ragazzo che s’arrende. E la Lazio dovrà verificare anche se ha desiderio o meno di continuare a giocarsi le sue carte all’Inter pur sapendo che Ranieri non lo vede. Mauro aspettava il salto di qualità e l’occasione in una grande squadra, ancora non accetta l’idea di essersi bruciato all’Inter dopo soli quattro mesi. Di fatto tornerebbe da sconfitto e nelle mani di Reja, lo stesso allenatore che ha pesantemente accusato subito dopo il divorzio dalla Lazio. Poi, però, ha conosciuto Ranieri e i suoi risultati sono stati gli stessi. Anche Ballardini lo aveva messo in discussione e non è un mistero come persino Rossi, l’unico che in Italia sinora è riuscito a farlo rendere al top, fosse entrato nel mirino della famiglia nei primi mesi di avventura in biancoceleste.

SCENARI - Oggi Delio, che ha appena perso Gilardino, lo prenderebbe volentieri alla Fiorentina. Ma è difficile pensare che i viola possano investire 15 milioni per il suo cartellino o anche 3 lordi di stipendio per garantirsi il prestito sino a fine stagione. Chissà se si tornerà a parlare dell’Arsenal, che lo aveva seguito a lungo e tra luglio e agosto qualche pensiero lo aveva fatto. C’è chi ha ipotizzato il Parma. In realtà il destino di Zarate, almeno a breve scadenza, appare segnato: o resta all’Inter o torna alla Lazio.


Rassegna stampa a cura di GenteLaziale tratta da il Corriere dello Sport

lunedì 12 dicembre 2011

VERON: "Ho deciso di giocare per almeno sei mesi..La caviglia fa male,ma ho sensazioni positive"

Veron ritorna in campo per l'Estudiantes.
 
Un mese fa il presidente dell’Estudiantes Enrico Lombardi, vista la difficile situazione della sua squadra, aveva chiesto a Juan Sébastian Veron di rivedere la sua decisione e tornare a rimettersi ai piedi gli scarpini per dare una mano alla sua ex squadra. A distanza di settimane, è arrivato anche l’invito ufficiale da parte dei giocatori, che con un comunicato ufficiale hanno chiesto al loro ex compagno di tornare con loro: «Non vogliamo che questa richiesta sia vista come un impegno da Sebastian, ma che sia un granello in più per riesaminare la situazione. Crediamo che possa ancora fare grandi cose per il club e per noi, è il nostro riferimento. Non intendiamo comprometterlo, ma solo cercare di averlo per questi sei mesi». Di fronte a questa richiesta, la “Brujita” non ha potuto fare finta di niente, ed ecco che dopo appena un giorno ha affermato in una conferenza stampa il suo imminente ritorno al calcio giocato all’età di 36 anni. Ecco le parole ai giornalisti dell’ex giocatore biancoceleste, subito dopo essere uscito dallo spogliatoio dove aveva comunicato la sua decisione alla squadra: «Ho deciso di giocare per almeno sei mesi. Il pressing dei miei compagni di squadra durava da qualche tempo ed aumentava ogni volta sempre di più. Continuo a soffrire alla caviglia, e anche se mi dicono che non ho niente io il dolore lo sento. Poi ho parlato anche ex compagni, colleghi e persone al di fuori del club». Veron ha poi continuato spiegando che la decisione di abbandonare il calcio veniva da una riflessione portata avanti per molto tempo, anche se non era stata resa pubblica: «Ne avevamo parlato nello spogliatoio. Sono sicuro che la determinazione non è cambiata, ma gli argomenti sono molti e vari. Mi piace giocare a calcio e lavorare in un certo modo. Non mi vedo in altre situazioni». Il regista per eccellenza, ha poi continuato: «Provenendo dall’altro lato, ho ascoltato ciò che veniva detto sul momento della squadra e del club, ma dovevo vedere realmente le condizioni in cui stavano. Al di là della decisione, questa cosa si farà insieme. Sono uno del gruppo, con tutta l’importanza che mi verrà conferita, ma se il gruppo non sta bene sarà difficile andare avanti. Spero di fare bene, è quello che sento e quello che penso. Staremo a vedere come sarà l’entusiasmo ma ci deve essere una predisposizione di tutti al 100%». Infine a Veron è stato chiesto se fosse possibile un suo ruolo di manager della Seleccion argentina: «Se ne continuerà a parlare».

Fonte: Marco Ercole - lalaziosiamonoi.it per GenteLaziale.

CISSE: "KLOSE CHE CAMPIONE E BOMBER DI RAZZA"

Reja lo aveva stabilito già da un paio di giorni, qualora avesse recuperato Klose, ci sarebbe stata una staffetta tra Rocchi e Cisse, con il francese pronto a subentrare nel secondo tempo. Appena entrato in campo si è subito reso disponibile nei confronti della squadra, sta ritrovando la migliore condizione mentale, dopo il cross messo a punto per il colpo di testa decisivo di Klose, Reja è corso ad abbracciarlo. Lui si complimenta con il tedesco attarverso il suo profilo Twitter: "Grazie a tutti per il sostegno. Sono molto contento per la vittoria, una vittoria importante per noi. Il mio è stato un bel cross ma il colpo di testa di Klose è stato incredibile. Lui è un bomber Vero. Il mio tempo arriverà con pazienza. forza Lazio". E' tornata la coppia devastante di inizio campionato, il gol scarseggia, ma 7 assist non sono certo pochi.

PAGELLE LECCE-LAZIO DEL FORUM S.S. LAZIO 1900


PAGELLE LAZIO da un idea di Fabrizio Piepoli.

MARCHETTI 6,5: ennesima partita che conferma il suo ottimo stato di forma. Fa' un paio di parate notevoli e quando esce per infortunio, i tifosi del Lecce gioiscono come se stesse uscendo un bomber, e in effetti Marchetti potrebbe essere considerato il Klose della porta. Incolpevole sui 2 gol del lecce. ALTRO CHE I FANTASTICI 4!

Carrizo s.v.: due respinte di pugni da cardiopalma con cui dimostra di essere l'antitesi della sicurezza ma sopratutto di non essere un giocatore da serie A. Per il resto nulla da rilevare. MOLTO LAVORO C'E' DA FARE CARO GRIGIONI!
 

BIAVA-DIAKITE'-STANKEVICIUS 5: nelle ultime settimane, i tanti complimenti dei giornalisti alla difesa laziale, avranno fatto montare la testa ai ragazzi, che oggi sono apparsi molto distratti e poco concentrati, tanto da soffrire oltremodo il modesto attacco leccese. Solo un grande Marchetti e gli errori fantozziani di Di Michele e company hanno salvato la Lazio da una goleada. COMMEDIA COMICA DA NON RIPETERE! 

RADU 4: Se ci fosse stata una gara al peggiore, oggi la medaglia d'oro l'avrebbe vinta sicuramente il romeno. Insieme a Stankevicius, è' il più avanzato del pacchetto difensivo eppure sono rare le sue discese in attacco, mentre in difesa si fa notare solo in negativo, lasciando spesso e volentieri Biava da solo contro Muriel. Un'altra prova incolore del terzino romeno che da quando è tornato dall'infortunio ha collezionato soltanto prove al di sotto dei suoi standard. IMBARAZZARSI DA SOLO NO!
 

LEDESMA5,5: Il solito Ledesma che alterna buone partite a partite mediocri come questa. Lecce è la città che l'ha lanciato ed evidentemente gli amarcord gli hanno annebiato la vista tanto da indurlo a sbagliare passaggi su passaggi...al di sotto della sufficienza patagonia express. CERCASI CONTINUITA' DISPERATAMENTE!
 

CANA 7: Oltre al gol, corre in lungo e in largo per tutto il centrocampo e quando i giocatori del lecce tentano di dribblarlo, lui vince tutti i contrasti. Per la prima volta, da quando è a Roma, gioca mediano accanto a ledesma in un centrocampo a 4 e fa vedere tutte le sue qualità. Se riuscirà a confermare questa prestazione anche in partite più importanti, il ruolo da titolare sarà presto suo. DA RIVEDERE ASSOLUTAMENTE LORIK!

GONZALEZ 4,5: Corre tanto ma a vuoto e quando ha palla tra i piedi automaticamente diventa palla persa. Dopo Radu uno dei peggiori della gara. PERCHE' GIOCAVA "EL TATA"!
 

LULIC 6: L'unico positivo del centrocampo laziale, corre tanto e mette spesso una pezza agli errori difensivi di Radu. ME PIACE,CI PIACE,JE PIACE,C'MON SENAD!
 

HERNANES 5: Più che il profeta, stasera sembrava il fantasmino Casper. In campo lo si nota solo per un tiro dai 25 metri che finisce nella parte superiore della curva, poi il nulla totale. ECTOPLASMATICO!
 

ROCCHI 5: Corre come un dannato ma non riesce mai a superare il suo marcatore, tranne che nel finire del primo tempo in occasione di una sforbiciata finita alle stelle. La sua uscita dal campo è un toccasana per Klose che può finalmente giocare più avanzato e non alle sue spalle. UN THE' CALDO FA SEMPRE BENE..VERO TOMMASO!
 

KLOSE 7,5: per scrivere le qualità e la potenza di questo giocatore non basterebbe nemmeno il famoso rotolone regina. La vittoria della Lazio è solo ed esclusivamente merito suo, a Roma erano anni che non si vedeva un fuoriclasse del genere. IMMENSAMENTE KLOSE!!

CISSE 6,5: come nella partita contro il novara, entra col piglio giusto, corre, fa' movimento senza palla e cerca di rendersi utile alla squadra, fornendo l'assist a Klose per il 3 a 2. Tuttavia non è più il Djibril di inizio anno, sembra quasi intimorito dai suoi compagni e il più delle volte anzichè tirare passa la palla, anche quando ha l'opportunità di fare gol. Bisogna fare qualcosa altrimenti si rischia di perdere irrimediabilmente questo gran bel giocatore. SE SI SBLOCCA SOTTO PORTA SON DOLORI PER TUTTI!

REJA 6,5: La partita di Lecce nascondeva insidie particolari e Reja non si è fatto trovare impreparato. La squadra salentina ha giocatori veloci e gioca principalmente di rimessa, doti che la Lazio 2011-2012 non riesce proprio a digerire. Il cambio di modulo nella ripresa porta immediatamente al goal Cana, da rivedere però alcuni meccanismi soprattutto sui calci da fermo in fase difensiva. Domenica arriva l'Udinese, la forza di Cisse potrebbe ri
velarsi fondamentale per scardinare il muro composto da Benatia e Dani. PROVANDO SPESSO CI SI AZZECA GIA' GIA'!

Pagelle a cura di Fabrizio Piepoli e Mauro Gabrieli.

martedì 6 dicembre 2011

PAGELLE LAZIO-NOVARA DEL FORUM S.S. LAZIO 1900


PAGELLE LAZIO da un idea di Fabrizio Piepoli.

MARCHETTI 6,5: Partita che vede da spettatore, il novara in avanti è pressapoco inesistente. Si vede nelle esultanze ai goal dei compagni, non per le parate in campo. Sempre attento e sicuro tra i pali e nelle uscite. SARACINESCA!

KONKO 6: Sufficiente partita del terzino destro di indubbia provenienza della Lazio.
Iniziamente si diceva "Speriamo non si infortuni spesso, visto che è soggetto" ma la storia dice altro. Gioca sempre con costanza, applicazione ed attenzione. Insomma...il suo lo fa e anche bene. PASSEGGIATA DI SALUTE!
 
BIAVA 7: Ottima la gara del centrale titolare al rientro. Un gradino sopra i suoi compagni di reparto per il gol di testa che apre le marcature. Alla bellezza di 34 anni suonati si dimostra un giocatore cardine nello scacchiere di Reja, con l'ennesima prova sopra le righe. Arrivato tra l'indifferenza generale, si è conquistato il rispetto della piazza romana lavorando a testa bassa e senza mai una parola fuori posto. Dedica il suo gol a Diakitè, il francese è il futuro, Beppe il presente. ESEMPLARE!

STANKEVICIUS 6: Con la continuità, un giocatore con le sue dimensioni e muscolatura, può dimostrare di essere molto utile, ottimo nelle diagonali e nelle chiusure, veloce e attento sull'uomo, sicuramente una lieta sorpresa, anche se ancora ci domandiamo il perche' non sia stato riproposto dopo le belle gare fatte fin'ora Diakite. CE' GROSSA CRISI SENZA LAVORO!

RADU 6: Il romeno dopo le prestazione non brillanti di inizio stagione sembra sia in fase di ripresa, certo il novara visto questa sera non sembra proprio essere un test dei piu' importanti per confermarlo del tutto. BEN AUGURANTE!

LEDESMA 6,5: Finalmente il vero Ledesma. A centrocampo costruisce le azioni e svolge il suo ruolo di filtro con autorità e concretezza. Giovedì la sua assenza era pesata tantissimo, perchè a differenza del suo alter ego Cana, l'argentino oltre a recuperare palla, fa ripartire l'azione smistando palloni a destra e a manca. Sicuramente non è un fenomeno e nemmeno un giocatore che si nota molto in campo,ma in questa Lazio è insostituibile. Suo l'assist per il primo gol di Rocchi. UOMINI SOLI!
 

LULIC 7: Gioca una gran bella partita, non nel suo ruolo più congeniale, ottimi spunti  propositivi sopratutto dalla cintola in su'. Corre avanti e indietro per tutta la partita senza mai fermarsi, sembra avere fiato per altre due partite di fila. Utile in difesa, importante in avanti, tutte le azioni offensive partono dai suoi piedi. CHE TRENO!
GONZALEZ 6: Buona prova dell'uruguaiano impreziosita da un assist al bacio per il secondo gol di Rocchi. Corre tutta la partita e spinge tanto in attacco, partita utile e generosa che gli permette di guadagnarsi la pagnotta. Ci mette la solita grinta, dannandosi l'anima come suo solito. Spezza sul nascere il gioco agli avversari, si prodiga in un bel cross e sfiora la rete su un tiro al volo, che senza rimpallo, avrebbe sicuramente avuto miglior gloria. PODISTA!

HERNANES 6,5: Parte benissimo ma si sgonfia nel secondo tempo, pertanto reja nella ripresa decide giustamente di sostituirlo. Propizia la rete di Biava su angolo, sfiorando il gol in un paio di occasioni. Il suo contributo sarà essenziale per raggiungere importanti traguardi, squadra e tifosi lo aspettano. SOLISTA!

KLOSE 5,5: Come al solito partita giocata al 100% ma stasera gli manca la lucidità mentale che lo contraddistingue. Sbaglia un gol a porta libera che pesa come un macigno per un talento e cecchino come lui. Non segna da un mese ma le sue qualità e il suo impegno sono indiscutibili, pertanto una mezza giornata no gliela si può perdonare. SPUNTATO!

ROCCHI 7,5: "Tommaso Rocchi lalalalalala" canta la curva nord estasiata dal suo campione senza tempo. Dopo un avvio di stagione zoppicante, in cui Tommy si divorava gol su gol (vedi la partita di Lisbona) la maledizione del 100° gol è stata ormai spezzata e adesso il capitano punta a raggiungere colui che è considerato una leggenda dai tifosi biancocelesti, il mitico Bruno Giordano, che dista solo 8 lunghezze. Con i tanti impegni ravvicinati e con la momentanea crisi di Cisse, l'apporto di tommy gol sarà decisiva per il lungo prosieguo della stagione. 102 VOLTE FORZA CAPITANO!
 

CISSE 6: Entra per Rocchi nel secondo tempo con il piglio giusto. Dopo 4 giorni di fuoco causati dalle esternazioni ingenuamente scritte su twitter, il francese si riappacifica con la nord e dopo 77 minuti di panchina entra in campo, muovendosi tanto senza palla (cosa mai vista quest'anno) e rischiando di segnare una bellissima rete, ma la malasorte sembra prendersi beffe di lui. Gioca nel ruolo a lui più consono (centravanti), ottimi i suoi movimenti ad attaccare lo spazio e la profondità. Il pubblico capisce il suo momento difficile e lo incita fino al 93°,lui non è felice della sua prestazione,ma se affronterà le prossime partite con questa grinta e vivacità, il gol non tarderà ad arrivare. C'MON DJIBRIL!

CANA 5: Entrato per dare una mano nel finale non risponde alla chiamata dimostrandosi impreciso, statico e lento..per non dire INUTILE. Per chi ha visto la partita su mediaset premium, il commento di castagner sull'albanese è tutto un programma. Bravo quando c'è da fare il compitino e recuperare palla, va in difficiltà quando c'è da impostare il gioco. Ok che entra nel finale della partita, però sbagliare tutti i passaggi, anche i più elementari, è davvero imbarazzante per un giocatore che percepisce quasi 2 mln a stagione. Avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi a centrocampo, invece ogni qual volta tocca palla fa rimpiangere Brocchi. GOOD BYE LORIK!

REJA1) 6: Tarda a mettere Cisse in campo e non toglie un Klose opaco non particolarmente in giornata. Ha gli uomini contati ma comunque riesce a mettere in campo la miglior formazione possibile, giusta la scelta di Rocchi e la squadra entra in campo con la giusta concentrazione mantenendola per tutti i 90 minuti. Lo aspettiamo però negli appuntamenti importanti, lo scontro diretto con l'Udinese non è poi cosi lontano. REJA2) 4: CARO MISTER CI SI DOMANDA E DICE...PARTITA AMPIAMENTE CHIUSA..NOVARA INERME..CISSE' DA RECUPERARE PSICOLOGICAMENTE.. FARLO ENTRARE PRIMA NO??

P.S: Caro Reja sono i piccoli particolari a fare la differenza tra i grandi uomini e quelli mediocri...tu' appartieni alla seconda categoria purtroppo per noi.

Pagelle a cura del Forum s.s. lazio 1900 e di Mauro Gabrieli.





  
 

domenica 4 dicembre 2011

LA PENSO COSI, VOI.......................

L'udinese la scorsa stagione arriva quarta davanti alla Lazio guadagnandosi la CHAMPIONS, poi vende dei giocatori importanti, mentre la Lazio compra KLOSE e CISSE', pronti via e guardate ora la classifica a poche giornata dalla fine del girone d'andata...ancora siete convinti che il MANICO, la guida tecnica di una Societa non sia molto importante?...considerate che...non e' ferguson che allena l'udinese, per cui fa ancora più impressione quanto un allenatore NORMALE incida su una squadra rispetto ad uno nullo, vero Reja...come diceva un vecchio spot pubblicitario, LA POTENZA E' NULLA SENZA CONTROLLO...

Giampiero Mazzotta&Mauro Gabrieli

CARO DELIO NOI TIFIAMO PER TE, FAJE MALE A STA' ROMA


La Lazio gli è rimasta nel cuore, come Delio Rossi è rimasto nel cuore di tutti i tifosi biancocelesti. Non c’è occasione in cui mancano di dimostrargli il loro affetto e domani gli chiedono un altro regalo; Fiorentina-Roma sarà quasi un derby per l’ex mister biancoceleste, una sfida da vincere per la sua nuova avventura viola, una sfida che non può non ricordargli quei derby capitolini: “Un derby che ricordo particolarmente? Più le sconfitte che le vittorie, ma ora penso alla Fiorentina e basta – ha dichiarato in conferenza stampa alla vigilia del match, tagliando corto - Spero di vincere, consapevoli che la Roma è forte ed ha un’identità. Ha grandi giocatori e tutto l’ambiente si è stretto attorno al tecnico e alla squadra”. Totti dovrebbe riprendere le redini dell’attacco giallorosso: “Se sta bene, lo vorrei sempre con la mia squadra”.

venerdì 2 dicembre 2011

LAZIO ECCO IN ARRIVO LA COPPA ITALIA. DATE ED ORARI DEGLI OTTAVI IN CASA LAZIO

Diramate date e orari degli ottavi di Coppa Italia: si parte l'8 dicembre con la Juve, chiude l'Inter il 19 gennaio.

Big match Roma-Fiorentina l'11 gennaio mentre l'unica squadra di B, il Verona, sarà impegnata il 10 gennaio contro la Lazio. Palermo-Siena il 13 dicembre.

Sono state diramate quest'oggi date e orari delle gare in programma per gli ottavi di Coppa Italia: turno che si disputerà tra l'8 dicembre e il 19 gennaio, con il grosso delle gare nel nuovo anno, mentre le uniche due sfide in programma nel 2011 saranno Juventus-Bologna e Palermo-Siena.
Cinque le gare nella tre giorni 10-12 gennaio (fra cui il big match Roma-Fiorentina), mentre nella settimana seguente chiuderanno le milanesi rispettivamente con Milan-Novara il 18 gennaio e Inter-Genoa il 19, che chiuderà il quadro degli ottavi e delineerà i quarti.
Ecco nello specifico le 8 gare con orario e data programmati:

Giovedì 8 dicembre ore 21.00 Juventus-Bologna
Martedì 13 dicembre ore 21.00 Palermo-Siena
Martedì 10 gennaio ore 21.00 Lazio-Verona
Mercoledì 11 gennaio ore 17.30 Udinese-Chievo
Mercoledì 11 gennaio ore 20.45 Roma-Fiorentina
Giovedì 12 gennaio ore 21.00 Napoli-Cesena
Mercoledì 18 gennaio ore 21.00 Milan-Novara
Giovedì 19 gennaio ore 21.00 Inter-Genoa

giovedì 1 dicembre 2011

CARA LAZIO QUANTO VALE VINCERE STASERA!!

PIATRA NEAMT - Novanta minuti, l’ingresso ai sedicesimi di Europa League, altri 400 mila euro in cassa. Battendo il Vaslui, il conto economico per la Lazio salirebbe a 1,3 milioni già guadagnati sotto forma di premi Uefa, esclusi gli incassi al botteghino e gli introiti derivanti dai diritti televisivi. Si gioca per il prestigio e non solo. Chi vince, passa il turno. E porta a casa altri soldi. Non sono le stesse cifre garantite dalla Champions, ma neppure si tratta di spiccioli. Ci tiene la società, che ha bisogno di tornare nell’aristocrazia del calcio europeo e di proseguire nel suo percorso di crescita. Sotto la gestione Lotito, la squadra biancoceleste non è mai riuscita a superare la fase a gironi. Tre partecipazioni europee e altrettante eliminazioni, a dicembre l’avventura si era già conclusa. Otto anni fa, con Mancini in panchina e Longo presidente, la Lazio arrivò sino alla semifinale di Coppa Uefa, eliminata dal Porto di Mourinho. Reja vuole invertire la tendenza ed entrare nel tabellone a eliminazione diretta (si partirebbe 16 e 23 febbraio): le fatiche per i molteplici impegni infra-settimanali sarebbero compensate dalla necessità di tenere impegnato e coinvolto un organico ampio e strutturato per reggere l’urto di più competizioni.
PREMI - L’Uefa a settembre ha ufficializzato la parte economica di questa Europa League. Eliminati i macedoni del Rabotnicki, la Lazio si è garantita con l’ingresso al girone un bonus di 640 mila euro. Sinora un successo e due pareggi hanno assicurato un bottino di altri 280 mila euro (la vittoria vale 140 mila, il pareggio 70), a cui bisogna aggiungere il gettone di ogni partita (60). Domani sera chi vince porta a casa 200 mila euro, ma il premio raddoppia perché la qualificazione ai sedicesimi vale altrettanto (200 Sarebbero i premi Uefa cui avrebbero diritto i biancocelesti. E con la qualificazione i ricavi crescerebbero mila). Il totale fa 400 e per la Lazio, passare il turno, significherebbe aver guadagnato 1,3 milioni senza contare l’ultimo impegno.
CALCOLI - I portoghesi, primi in classifica a quota 9, sono già qualificati. Anche perdendo due partite (domani in casa con lo Zurigo, poi la Lazio) non possono essere raggiunti o scavalcati da due squadre. A parità di punti valgono nell’ordine i punti negli scontri diretti, la differenza reti negli scontri diretti, i gol segnati in trasferta negli scontri diretti, la differenza reti generale. Lo Zurigo chiude la classifica a 2 punti, Vaslui e Lazio sono appaiate a quota 5 e nella partita d’andata, allo stadio Olimpico, hanno pareggiato 2-2. Vincendo stasera, Reja si garantirebbe la qualificazione aritmetica: tre punti di margine e il vantaggio nei confronti diretti su Vaslui e Zurigo, l’ultima giornata (Lazio-Sporting e Zurigo-Vaslui) diventerebbe ininfluente. Ma questa sera i romeni potrebbero anche provare a gestire il risultato: il pareggio per 0-0 o 1-1, consegnerebbe al Vaslui un vantaggio nei confronti diretti e Reja si dovrebbe augurare all’ultima giornata un regalo da parte dello Zurigo (gli svizzeri dovrebbero pareggiare o vincere) per evitare l’arrivo ex-aequo. Il discorso si capovolgerebbe a favore della Lazio se dovesse venire fuori un pareggio per 2-2. La squadra di Reja godrebbe di un minimo vantaggio nella differenza reti generale (0 contro -1) rispetto ai romeni da difendere nell’ultima partita. Ancora meglio un eventuale 3-3, perché a parità di punti varrebbero i gol realizzati in trasferta. Una sconfitta, ovviamente, condannerebbe la Lazio.

Rassegna stampa a cura di GenteLaziale tratta da il Corriere dello Sport